Casa ad impatto zero: la tua lo è?


Scegliere prodotti biologici al posto di quelli più comuni per una casa in costruzione aumenta i costi del 5-10%. Se invece si vuole intervenire sulla vecchia abitazione e portarla in classe A, si può arrivare anche ad un +20% della spesa.
Come scoprire, invece, se una casagià acquistata, magari con una presunta “etichetta” di sostenibilità, lo è davvero? Dopo essersi informati sul tipo e la qualità di impianti e isolamenti conta anche quello che si sente “con il naso”: un forte ododre chimico indica la presenza di sostanze tossiche in colle, vernici e trattamenti, mentre si dovrebbero sentire i profumi di essenze naturali e agrumi (dalle vernici e pitture alle finiture dei legni, etc.).
Sono importanti anche l’armonia dei colori, ed in generale, una sensazione di benessere termico fatto di un giusto grado di umidità, legerezza dell’aria e tepore. In un secondo momento, la conferma di come la casa sia ecosostenibile arriva dall’anallisi delle bollette: i consumi si riducono sensibilmente rispetto a quanto si paga per luce e gas.
(fonti: R.Cavaglieri, G.Zoppis, C.Brollo, G.Pozzi, E.Tonali su DonnaModerna, mygreenbuildings.org, flickr)
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la cromoterapia: il rosso, l’arancione, il giallo, il verde, l’azzurro (blu chiaro), l’indaco (blu scuro), il viola, il nero, il bianco, il grigio.



















































