Verità e menzogne sul terremoto dell’Aquila 1/2

G8 l'aquila - berlusconi e il terremoto

La scelta di collocare il G8 a L’Aquila è stata senza dubbio emotiva e superficiale: mentre da un lato si mette a rischio il buon esito del summit (in caso di forte scossa non è stata prevista una sede alternativa, quindi il raduno verrebbe interrotto!), dall’altro i cittadini aquilani che vivono nelle tendopoli e stanno patendo gli sbalzi climatici di questi giorni mal tollerano la militarizzazione della loro terra. Di seguito un articolo segnalato dalla Redazione Attac Italia: è molto lungo ma veramente interessante; solleva una serie di dubbi (ulteriori) sugli avvenimenti degli ultimi mesi…
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Credo che non ci sia mai stata in un paese occidentale una situazione gestita in questo modo da parte dello Stato e del Governo” Silvio Berlusconi a Porta a Porta, 5 maggio
Si è parlato tanto di federalismo, più poteri alle regioni, ma diversamente da come è avvenuto per Umbria e Marche, in barba al decentramento, il Governo depotenzia e scavalca gli enti locali anche per la ricostruzione delle infrastrutture… CI SONO LE ELEZIONI EUROPEE… BISOGNA ANCHE FARE CAMPAGNA ELETTORALE… QUINDI CI PENSA IL GOVERNO A RISOLVERE TUTTO… IL GOVERNO DEL FARE!
Già, ma FARE QUANDO?
FARE PRIMA O FARE DOPO?
O FARE POCO ma facendo sembrare di fare tanto?
Ma questo Governo, quelli precedenti e le altre istituzioni quanto hanno fatto per evitare la tragedia?
Apriamo gli occhi..
Premetto che non mi piacciono molto i giri di parole, sarò stretto e conciso, a volte mi limiterò al semplice copia e incolla, ma documenterò tutto ciò che scrivo, anche perché c’è talmente tanto da scrivere che ci vorrebbe un libro. Per approfondire cliccate sui link.
1. Terremoto de L’Aquila o Terremoto d’Abruzzo?
Cosa cambia?
Chiamarlo terremoto d’Abruzzo piuttosto che terremoto de L’Aquila ce lo fa sembrare ancora più catastrofico di quello che è effettivamente stato, meno inevitabile, totalmente imprevedibile, contribuisce a dare quel senso di impotenza di fronte alla forza della natura, all’imprevedibilità. Più un evento è su larga scala, e più “diminuiscono” le eventuali colpe dell’uomo, che di colpe come vedremo ne ha tante… E’ stata una catastrofe, ma abbastanza circoscritta per fortuna, ma è stata una catastrofe annunciata, i cui danni potevano essere molti più contenuti.
2. La Prevenzione – LE MAPPE SISMICHE FALSATE
Prevenzione = disposizione d’animo ostile verso qualcuno o qualcosa che ancora non si conosce bene. Non si sa quando arriva un terremoto, quindi bisogna essere pronti in ogni momento. E bisogna costruire sapendo che prima o poi arriverà un terremoto, a L’Aquila non è stato fatto così! L’Aquila è stata devastata numerose volte in passato, ma era catalogata come zona sismica con RISCHIO 2 (provvedimento nr. 3274/2003 firmato da Silvio Berlusconi). La stessa classificazione è quella ha adottato anche la Protezione Civile. Nel 2006 una nuova ordinanza del Governo ripropone L’Aquila come Zona RISCHIO 1 (il massimo), senza tuttavia obbligare la regione (giunta Del Turco) a modificare la precedente mappatura. E la regione puntualmente non lo fa.
L’aumento del grado di rischio sismico avrebbe comportato più costi per l’edilizia, più spese, più ferro, più cemento, maggiore rigore tecnico edilizio e vincoli più restrittivi (per esempio i palazzi non costruiti in cemento armato in una zona con rischio 1 non possono superare una certa altezza, per esempio 7 metri se in legno, ma anche un abbassamento dei prezzi per metro quadro degli appartamenti che non sono costruiti a norma).
L’intera zona si sarebbe deprezzata.
IO INIZIO A CAPIRE COME MAI LA MAPPA SISMICA NON SIA STATA AGGIORNATA …E VOI?
3. La Prevenzione – LA FAGLIA DI PAGANICA
Dal 1989 al 1992 un gruppo di ricercatori, Andrea D’Epifanio, Roberto Bagnaia e Stefano Sylos Labini si interessarono alla zona dell’aquilano. Pubblicarono sulla rivista «Quaternaria Nova» uno studio dedicato alla formazione dei terrazzi della provincia de L’Aquila, sostenendo che ci fosse una faglia lunga circa 15 km tra Paganica e San Demetrio ne’ Vestini. I tre sono convinti che sia attiva da almeno 200.000 anni: sua la responsabilità dei terremoti che hanno distrutto il capoluogo abruzzese nel 1461 e nel 1703. Ma lo studio dei tre giovani geologi viene accolto con freddezza e scetticismo. Per qualche mese gli studiosi discutono l’ipotesi suggerita da D’Epifanio e compagni, ma alla fine il verdetto è una bocciatura. La faglia di Paganica, se pure esiste, non mostrava segni di attività.
Secondo D’Epifanio la faglia di Paganica rappresentava l’elemento più critico che doveva essere tenuto sotto controllo con tutti i metodi disponibili, quindi qualcosa in più a livello di prevenzione poteva essere fatto.
FORSE IL RICONOSCIMENTO DI QUESTA FAGLIA POTEVA AIUTARE NELLA CLASSIFICAZIONE SISMICA DELLA ZONA DELL’AQUILANO?
4. La Prevenzione – COSTRUZIONE E MATERIALI DI M***A
La procura de L’Aquila ha sequestrato molti frammenti di macerie per analizzarne il contenuto in ferro, cemento, sabbia e le rispettive qualità.
Dicono che c’erano staffe di ferro troppo lontane fra loro, sbarre lisce al posto di quelle ad aderenza migliorata, piloni portanti instabili, poca % di cemento nella struttura, pilastri più piccoli del dovuto…
Già Roberto Saviano in Gomorra scriveva (pag. 236, capitolo “cemento armato”): “So come è stata costruita mezza Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi e ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia… attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma… Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi…”
La sabbia del mare è molto più grezza e ricca di sali che corrodono il ferro, che già scarseggia…
Persino nei piloni autostradali mancavano i criteri antisismici…
Le verifiche effettuate dai periti nominati dai magistrati fanno scoprire che le colonne portanti della Casa dello Studente e dell’ospedale San Salvatore erano fabbricate con una quantità di ferro inferiore alla normativa.
Un architetto, che lavorava per la regione, è stato “messo in mobilità” in quanto la pensava diversamente su come intervenire sugli edifici. (Anno zero 9 aprile, minuto 80)
Le normative per costruire edifici antisismici esistono da tempo, BASTEREBBE APPLICARLE.
5. Un muratore al TG2: Ospedale costruito con POCO CEMENTO e POCO FERRO
Un muratore che ha lavorato durante la costruzione dell’ospedale confessa al tg2 che l’hanno costruito l’ospedale con TROPPA SABBIA e POCO CEMENTO (1,5-2% invece del 3%), l’impasto era troppo liquido, le travi trasversali furono costruite SENZA FERRO,”il signore comunicò il tutto al suo sindacato che rispose “acqua in bocca c’è la mafia di mezzo…”.
Servizio da prima pagina no?
Invece solo un titolo di coda del tg2 della sera del 20 maggio 2009.
6. LA Casa dello Studente CROLLA MENTRE CI SONO 2 CASE PER STUDENTI NUOVE ANTISISMICHE E NON LESIONATE DAL SISMA CHE NON SONO MAI STATE UTILIZZATE… ma perché?
La risposta?
“Non riusciamo a trovare chi possa gestire queste attività. E anche quando abbiamo individuato enti interessati a farlo, la trattativa si è arenata sulla vendita dell’immobile.”
E la Casa dello Studente crollata chi la gestiva, Babbo Natale?
Non bastava “scambiarle “?
Ma… forse sono troppo stupido per capire certe cose…
6 bis. La mappa con le crepe della Casa dello Studente
E’ stata trovata da un ragazzo tra le macerie una mappa del III piano della Casa dello Studente dove egli stesso ha annotato tutte le crepe che esistevano su muri e colonne prima della scossa del 6 aprile.!
Sulla mappa XXX ha segnato tutto ciò che ricordava. Ha indicato crepa su crepa, ognuna delle quali esisteva già prima delle 3.32 del 6 aprile, prima della scossa e della strage di ragazzi. «Colonna transennata» c’è scritto a penna in alto a sinistra. Per gli studenti quel pilastro portante era il tallone d’Achille del palazzo, denunciato chissà quante volte ai responsabili della Casa dello Studente che però, interrogati dalla polizia, lo hanno negato. Nella stanza 307 viveva Roberta B., sul muro che confina con il bagno ha scritto «crepe». Come quelle della stanza 309, dove dormiva Elvira L.; oppure della 310 dove viveva Stefania C e della 311, la stanza di Giada B. Ricorda tutto, che in ogni stanza della piantina ha segnato il nome dello studente che la occupava e ha indicato dov’erano le lesioni alle pareti. Ed è anche semplice per gli investigatori e per i magistrati Alfredo Rossini e Fabio Picuti verificare se lo studente scampato alla morte ricorda bene oppure no, perché XXX ha segnato sulla piantina anche le crepe presenti nella parte della Casa dello Studente rimasta in piedi, come quelle nelle stanza 302 e 305 del terzo piano, occupate rispettivamente da Marianna M. e Monica S. (Oltre alla mappa ci sono anche delle foto scattate dagli studenti una settimana prima del sisma).
7. 1988, Simulazione sisma:”Questi edifici crolleranno”
Simularono un terremoto a L’Aquila, annotarono danni e rimedi, protocollarono e chiusero tutto in un cassetto.
I risultati prevedevano il disastro del palazzo di Governo, della prefettura; annotavano l’urgenza di consolidare gli edifici scolastici e i centri storici, trappole mortali per centinaia di persone come è accaduto a Onna e a L’Aquila; suggerivano di realizzare aree attrezzate con luce, acqua e fogne per gestire l’emergenza evitando i disagi di oggi visto che due settimane dopo il sisma ci sono ancora campi con poche stufe perché la corrente elettrica non basta, e con poche docce perché mancano portata dell’acqua e scarichi. “La simulazione prevedeva un terremoto di intensità tra 7 e 8 gradi della scala Mercalli, dunque più leggera di quella (nono grado) che ha squassato L’Aquila e la sua provincia. Si chiedeva di stanziare “fondi pubblici per il miglioramento delle condizioni strutturali degli edifici prevalentemente nei centri storici”. Invece si è continuato a costruire sulle faglia informando il meno possibile, come è accaduto a Pettino: erano “i Parioli de L’Aquila”, come li chiamavano gli abitanti ai quali fino al giorno prima del sisma sono stati venduti appartamenti da tremila euro al metro quadrato.
8. La PREFETTURA era pericolante dal 2007!
Il crollo della prefettura era stato annunciato un anno prima, la regione aveva incaricato una commissione per esaminare lo stato della Prefettura, risultato: grado di sicurezza prossimo allo zero, infiltrazioni dal tetto dovute ad assenza di staticità, problemi alla copertura, gravi carenze di tenuta delle strutture portanti. Nel 2007 erano stati investiti quattrocentomila euro ma l’edificio era sempre considerato a rischio, al punto da chiedere, lo scorso anno, «l’immediato trasferimento».
9. STUDIO DEL 2006: 137 EDIFICI PUBBLICI A RISCHIO
La parola a Il Centro, quotidiano d’Abruzzo.
”Ecco l’elenco dei 137 palazzi pubblici de L’Aquila con «criticità strutturali», molti dei quali erano fragili come cartapesta e sono stati rasi al suolo dalla scossa del 6 aprile. E’ l’elenco del rischio previsto già dal 2006. La Regione lo ha oscurato sul proprio sito, il Centro lo ha recuperato, la procura lo acquisisce per l’inchiesta sull’allarme prima ignorato e poi insabbiato.”
A voi i commenti…
10. Il Sindaco de L’Aquila aveva chiesto lo stato di emergenza il 30 marzo!
Un telegramma urgente inviato dal Sindaco de L’Aquila, destinatari: la presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento della Protezione civile), il governatore della Regione Gianni Chiodi, l’assessore regionale alla Protezione civile Daniela Stati e la Prefettura de L’Aquila. Inviato prima del terremoto.
“In relazione ai gravi e perduranti episodi di eventi sismici il cui inizio risale al 16 gennaio scorso, sotto forma di quotidiano sciame sismico di complessive 200 scosse e oltre, culminato con scossa di quarto grado il 30 marzo scorso, chiedesi urgente e congruo stanziamento di fondi per prime emergenze, nonché dichiarazione stato emergenza ai fini dell’effettuazione dei necessari interventi di ripristino idoneità degli edifici pubblici e privati. Inoltre, si segnalano in particolare gravissimi danni strutturali in due edifici scolastici ospitanti cinquecento alunni”.
La scossa del 30 marzo scorso (con un quarto grado di magnitudo) aveva poi scatenato il panico in città con l’evacuazione di diversi uffici pubblici, oltre a lesioni gravi per migliaia di palazzi. Con una stima dei danni pari a 15 milioni di euro…
11. Giuliani: l’uomo che prevede i terremoti
La storia di Giampaolo Giuliani è disponibile su wikipedia, in breve Giuliani ed il suo staff dopo anni di ricerca sono arrivati alla conclusione che il radon sia il precursore sismico. Il radon è un gas radioattivo presente nella crosta terrestre la cui fuoriuscita anomala per l’80% dei casi precede una forte scossa sismica.
Ci si può credere o no… ma i fatti sono questi:
Giuliani il 30 ottobre 2002 aveva allertato la protezione civile abruzzese dell’imminenza di un forte sisma in quanto c’erano valori anomali si radon, ma le sue ricerche erano all’inizio e non fu in grado di fornire indicazioni sul luogo… Il 31 ottobre un terremoto di magnitudo 5.4 colpì il Molise con epicentro a San Giuliano di Puglia, causando 30 morti, tra cui molti bambini!
Nel marzo 2006 la storia controversa delle sue previsioni.
Il Sindaco di Sulmona dice di aver ricevuto una chiamata da Giuliani nella quale Giuliani annunciava un forte terremoto per la fine del mese nella zona di Sulmona. Il 29 marzo ci fu una scossa di magnitudo 3.8 e Giuliani ha ricevuto un avviso di garanzia per procurato allarme dopo che il capo della protezione civile Guido Bertolaso ne aveva chiesto una “punizione esemplare”.
Ma la versione di Giuliani è differente, lui nega di aver mai annunciato una scossa a Sulmona e sostiene che la notizia sia stata montata a regola d’arte per screditarlo.
Dopo l’avviso di garanzia ricevuto, la notte del 6 aprile, rilevando un aumento forte di radon non ha potuto avvisare nessuno, se non i familiari ed alcuni loro amici, che si sono messi in salvo.
La testimonianza è STEFANIA PACE, che ha rilasciato una videointervista al blog byoblu.com, in cui ringraziava apertamente Giampaolo Giuliani per averla avvisata ed aver cosi salvato la sua vita e quella dei suoi cari.
Quel video era stato inspiegabilmente bloccato da youtube salvo tornare disponibile diversi giorni dopo...

LA SECONDA PARTE

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