I piatti di Alessi: Fucksas e gli altri.

Sono talmente belli che quasi dispiace sporcarli con il cibo (!). Non so voi: per me delle creazioni così belle sono riservate alle migliori occasioni, quando si invita a casa qualche personcina cui si tiene molto. Quando si vuole che sia tutto perfetto.
Quando, insomma, chi dovesse mai romperli farebbe meglio a chiedere la scorta al Ministro degli Interni per difendersi da sicuri attentati alla sua vita.
Questi servizi di piatti della Alessi (A di Alessi, questo è proprio il caso di dirlo) fanno atmosfera da soli: soprattutto (1) Colombina Collection, che riesce con la sua forma vagamente triangolare crea uno stile essenziale senza dover scimmiottare la razionalità giapponese. Non potevano che esserci due dei migliori progettisti dietro ad una simile delizia: signore e signori, parliamo nientepopodimenoche di…..Doriana e Massimiliano Fuksas.
Il servizio di piatti (2)”Colombina”, invece, ha un impatto visivo più dolce, anche perchè punta tutto sull’ergonomia: il piatto lo si può utilizzare come si preferisce, non ci sono regole. Il risultato è un oggetto raffinato ed elegante, moderno e privo di fronzoli, che non sente la necessità di scimmiottare il razionalismo giapponese.
(3)”Hikuri” e (4) “KU” sono invece due creazioni dell’Alessi non proprio recenti, ma interessanti per il loro modo di riproporre “la tradizione”: il primo (progettato da un giapponese – un architetto!), lavora sullo spessore dei piatti, particolare spesso trascurato; il secondo, invece, accontenta i nostalgici del bordo dorato nei piatti (quello caro ai nostri nonni )e mantiene una forma classica per poi stravolgere tutto “tagliando le orecchie” a queste preziosissime stoviglie.


















































